Sabbanotizie

Con l'aiuto di we can tell,controinformazioni e controcommenti su tutto quello che passa sotto il mio naso o sotto quello di chi scrive. A cura, si fa per dire, di Sabba Coadiuvato da Multatuli . pagina letterariaAcquelibere pagina su cantelloViviamcocantello

domenica, aprile 25, 2004

Addio Lugano

E' il 25 Aprile, festa nazionale italiana eportoghese, sono passati 59 dalla lLiberazione e 30 dalla rivoluzione dei garofani, io la celebro riportando il testo dell'antica e celebre canzone anarchica di Gori.



Addio Lugano


Autore: P. Gori Anno 1894

Addio, Lugano bella,/ o dolce terra pia,/ scacciati senza colpa/ gli anarchici van via/ e partono cantando/ colla speranza in cor.
Ed è per voi sfruttati,/ per voi lavoratori,/ che siamo ammanettati/ al par dei malfattori;/ eppur la nostra idea/ non è che idea d'amor.
Anonimi compagni,/ amici che restate,/ le verità sociali da forti propagate:/ è questa la vendetta/ che noi vi domandiam.
Ma tu che ci discacci/ con una vil menzogna,/ repubblica borghese,/ un dì ne avrai vergogna/ ed oggi t'accusiamo/ di fronte all'avvenir.
Banditi senza tregua,/ andrem di terra in terra/ a predicar la pace/ ed a bandir la guerra: la pace tra gli oppressi,/ la guerra agli oppressor.
Elvezia, il tuo governo/ schiavo d'altrui si rende,/ di un popolo gagliardo/ le tradizioni offende/ e insulta la leggenda del tuo Guglielmo Tell.
Addio, cari compagni,/ amici luganesi,/ addio, bianche di neve/ montagne ticinesi,/ i cavalieri erranti/ son trascinati al nord.

venerdì, aprile 23, 2004

Notizie che la stampa non da:

Notizie che la stampa non da:

Roma, settimana scorsa, un inviato di “Porta a Porta” (stipendiato Rai) si presenta nell’ufficio di Massimo D’Alema per concordare un intervento del politico alla trasmissione.
Dopo avere passato circa 45 minuti a parlare di attualità in forma privata i due si salutano con l’accordo per la trasmissione.
Il giorno successivo “il giornale” di Paolo(?) Berlusconi pubblica la conversazione come intervista..
Così il rifiuto del presidente DS a concedere interviste a quel quotidiano fa a farsi friggere (con la privacy e altre cose).
Com’era quel discorso sull’uso criminale della RAI?

Rapimenti:
alcuni giorni prima che i 4 mercenari italiani venissero rapiti in Iraq la Reuters aveva dato notizia del rapimento di almeno altri due connazionali.
Al di là del fatto che il nostro ministero degli esteri non ha mai veramente smentito la cosa, bisogna ricordare che Reuters è un’agenzia basata a Londra, New York e in altri paesi, generalmente considerata attendibile.
Oggi la Reuters (ripresa dal Manifesto e altri giornali) ribadisce che tra Nassirjia e Najaf sarebbero stati rapiti due agenti del SISMI, liberati dopo il pagamento del riscatto.
Non è sicuro che sia vero ma non è improbabile visto che, a differenza di quanto accade a Falluja dove gli iracheni (sunniti) sono in aperta rivolta da mesi, nel sud sciita una trattativa può ben essere stata condotta in poche ore.
Il Guardian giorni fa scriveva che l’esercito imperiale inglese nel 18 aveva impiegato anni a fare alleare sciiti e sunniti, gli americani ci hanno messo mesi.

Strasburgo, 22/04:
Okkei, questa l’ hanno data:

Il parlamento Europeo vota a a larghissima maggioranza un rapporto che denuncia i rischi di una involuzione non democratica in Italia a causa della situazione che esiste nel mondo dei media.
Alcune cose però non le hanno dette:
1 è la prima volta che si chiede alla commissione di aprire un’inchiesta sullo stato della democrazia in uno stato membro.
2 la votazione è arrivata a ridosso delle elezioni a causa di 9 mesi ostruzionismo da parte del partito polare europeo ( ma essenzialmente da Forza Italia)
3 il voto è avvenuto si in presenza di solo 260 deputati ma le assenze erano spalmate ( prima che ppe abbandonasse la seduta) e i partiti che hanno votato a favore rappresentano comunque la maggioranza assoluta)
4 questi partiti erano ELDR (liberali, centro) PSE (socialisti), verdi, verdi nordici (centro) diversi autonomi scandinavi ( soprattutto di centro destra), SE ( sinistra europea, comunisti), gruppo degli autonomisti ( tranne lega) nazionalisti Irlandesi , alcuni gruppi del PPE ( francesi, Belgi, Italiani e qualche Greco), in effetti l’asetnsione di questi ultimi è motivata essenzialmente dall’insofferenza di molti europopolari verso le indicazioni di voto pro Berlusca.

Unica perplessità: è mai possibile che negli anni di governo dell’Ulivo nessuno avesse ritenuto la situazione tanto grave da dovere intervenire?

Sabba

giovedì, aprile 22, 2004

Redford

Testo in inglese per i lettori poliglotti, mi ha scritto Robert Redford... ovviamente non un messaggio personale ma attraverso la mailing list di J F K.
Lo ripubblico perchè il tema è interessante.
dal testo anche gli url dei siti della campagna Kerry 2004.
BRING HIM BACK, IN TEXAS, uno slogan che potremmo usare anche in Italia"
rimandiamolo ad Arcore...".



Dear mauro,

Today is Earth Day and I am afraid. For three decades, we have been fighting to protect the environment and have been proud of the great strides our country has taken. If George Bush is reelected we can count on the continuation of his agenda to undo all the advances we have struggled to achieve.

To put it simply, George Bush's environmental policies endanger our health, loot our natural resources, and destroy the possibility of a secure energy future. George Bush may claim his environmental policies promote "healthy forests" and "clear skies" but those labels are both disingenuous and false. Most of his initiatives are nothing more than payoffs for wealthy campaign contributors. ( guerra compresa? ndr.).

We need a President who understands that patriotism includes protecting our nation's incomparable natural wonders, not looking at them merely as oil depositories. Throughout his career John Kerry has fought to clean up toxic waste sites, to keep our air and water clean, and to protect the Arctic National Wildlife Refuge and other pristine wilderness areas. John Kerry has been one of the environment's greatest defenders.

I believe John Kerry will do what the President of the United States should do, which is to genuinely lead with a new era of solutions that are good for jobs and economic growth, public health, and the environment. He deserves our support.

On behalf of our environment, this Earth Day help me make sure the next generation will not have to deal with the devastating environmental consequences of the Bush Administration -- make a contribution to John Kerry today.

To make a secure contribution to John Kerry please click here:

https://contribute.johnkerry.com
( i cittadini non americani non possono contribuire ndr.)

Thank you,

Robert Redford

mercoledì, aprile 21, 2004

Questa terra è la mia terra

Uno dei testi recitati il 16 Aprile

Questa terra è la tua terra, questa terra è la mia terra,
dalla California fino all'isola di New York,
dalla foresta di sequoie fino alla corrente del golfo,
questa terra è stata creata per te e per me.

Mentre camminavo sul nastro dell’ autostrada
ho visto sopra di me l'infinita strada del cielo,
e ho visto sotto di me la valle dorata,
questa terra è stata creata per te e per me.

Ho vagato e girovagato e ho camminato sui miei stessi passi,
alle spiagge scintillanti dei suoi deserti di diamanti,
mentre tutt'intorno a me risuonava una voce,
questa terra è stata creata per te e per me.

A un certo punto un muro ha cercato di fermarmi
Un cartello diceva: “proprietà privata”,
ma dietro il cartello non era scritto niente..
questa terra è stata creata per te e per me.

Mentre il sole splendeva io giravo senza meta,
per campi di grano ondeggianti e nuvole di polvere che rotolavano,
mentre saliva la nebbia una voce cantava:
questa terra è stata creata per te e per me.

E in un mattino lucente all’ombra del campanile Alla croce rossa ho visto la mia gente stavano li affamati e io rimasi domandandomi:
questa terra è stata creata per te e per me.

W. Guthrie

lunedì, aprile 19, 2004

Mostraconcertopoesia

Cari naviganti
Come presidente del circolo ARCI di cantello ho alcune cose da raccontare circa la serata di venerdì, cose che vi racconto più volentieri visto che le statistiche di bloggers mi dicono che ultimamanete siete in tanti (130 nell'ultima settimana).

La serata è stata un successo, non eccezionale visto che ho contato circa 55 o 60 persone ( ciò che ci ha lasciato una certa perdita economica anche se i presenti sono stati generosi con le offerte volontarie) però ci siamo divertiti.

Gli Apple Pirates hanno tenuto un magnifico concerto con brani loro e cover che ha entusiasmato dai più anziani ( 80 anni) ai più giovani (19 anni ma c'erano anche due gemellini di 4, Caterina ed Edoardo, che we can tell saluta).

Ierina Dabalà e Isabella Risetti (nochè Giuseppe Musolino e io stesso) hanno letto poesie e testi di canzoni che hanno colpito il pubblico.

La mostra che, come annunciato rappresenta solo l'inizio di un progetto a lunga scadenza è piaciuta.

Insomma abbiamo fatto politica, poesia, musica, e anche un pò di teatro divertendoci e divertendo i presenti.

operazione che va ripetuta.

Chiunque volesse riproporre una simile iniziativa e desiderasse contattarci per organizzare insieme sa come farlo:
Contatto

Sabba

Cerca le armi

Attenzione, cerca le armi di distruzione di massa cliccando qui sotto, se appare un messaggio di errore leggilo con attenzione...

  • weapons of mass distruction
  • martedì, aprile 13, 2004

    locandina 16 Aprile

    Venerdì 16 Aprile 2004,
    al teatro parrocchiale”PAX”a
    partire dalle 21:00
    A Cantello



    Il Circolo “Name Diffusion-ARCICantello”
    Con “we can tell”

    Presenta:
    “la pace, la guerra, i diritti”

    Anteprima di mostra fotografica con
    immagini inedite.
    Con la partecipazione di
    mergency, che presenterà la sua mostra sulle mine antiuomo per la prima volta in Italia.

    Letture di poesie, interventi e grande concerto country rock con gli

    Apple pirates
    Ingresso gratuito

    pace, guerra, diritti

    Il prossimo venerdì, 16 Aprile 2004,
    presso il teatro parrocchiale di Cantello verrà presentata in anteprima
    la mostra "la pace, la guerra, i diritti", curata dal circolo culturale "Name Diffusion-ARCICantello".
    Con l'occasione si terrà anche un concerto del gruppo rock "apple pirates" e verrà asposta, per la prima volta, la nuova mostra di emergency sulle mine anti uomo.
    L'ingresso è gratuito ed eventuali proventi derivanti dalle offerte del pubblico saranno destinati alla copertura delle spese e alle attività dell'ARCI a Cantello.

    La mostra fotografica, che verrà poi esposta in altra sede, è composta da foto delle guerre del 20° secolo, in parte inedite, e da immagini di manifestazioni per la pace, oltre che da immagini d'arte realizzate da diversi autori sui temi della mostra in occasione di una rassegna preparata per il bicentenario della rivoluzione francese e da allora non più esposte.

    Dopo la sua anteprima la mostra segnerà l'avvio di un progetto di ricerca volto ad ampliare nel tempo, per successive esposizioni, il materiale espositivo.

    Siete cordialmente invitati a partecipare, a dare massima diffusione di quest'email e della locandina allegata e a prendere contatto con noi per qualunque ulteriore richiesta di informazioni o di partecipazione.
    via email a multatuli1974@yahoo.it

    pace, guerra, diritti

    Il prossimo venerdì, 16 Aprile 2004,
    presso il teatro parrocchiale di Cantello verrà presentata in anteprima
    la mostra "la pace, la guerra, i diritti", curata dal circolo culturale "Name Diffusion-ARCICantello".
    Con l'occasione si terrà anche un concerto del gruppo rock "apple pirates" e verrà asposta, per la prima volta, la nuova mostra di emergency sulle mine anti uomo.
    L'ingresso è gratuito ed eventuali proventi derivanti dalle offerte del pubblico saranno destinati alla copertura delle spese e alle attività dell'ARCI a Cantello.

    La mostra fotografica, che verrà poi esposta in altra sede, è composta da foto delle guerre del 20° secolo, in parte inedite, e da immagini di manifestazioni per la pace, oltre che da immagini d'arte realizzate da diversi autori sui temi della mostra in occasione di una rassegna preparata per il bicentenario della rivoluzione francese e da allora non più esposte.

    Dopo la sua anteprima la mostra segnerà l'avvio di un progetto di ricerca volto ad ampliare nel tempo, per successive esposizioni, il materiale espositivo.

    Siete cordialmente invitati a partecipare, a dare massima diffusione di quest'email e della locandina allegata e a prendere contatto con noi per qualunque ulteriore richiesta di informazioni o di partecipazione.
    via email a multatuli1974@yahoo.it .

    mercoledì, aprile 07, 2004

    La soddisfazione di Cassandra

    Soddisfazione molto modesta e un pò deprimente, quella che deriva dall'avere avuto ragione annunciando una disgrazia.

    Mentre scrivo l'immancabile Rainotizie24, mi dice che l'Iraq è sconvolto da insurrezioni e combattimenti.
    A parte che la cosa non è una sorpresa e che la notizia è di ieri ( un solo quotidiano italiano l'ha data con giusta evidenza un giorno prima degli altri, non vi dico quale) penso che le cose probabilmente sono ora un pò ingigantite dal panico.
    Rimane una considerazione da fare e da non permettere anessuno di scordare: le persone che si erano opposte alla guerra l'avevano prevista e annunciata.
    Non ci credete? rispolverate i documenti e i giornali di una anno fa...
    Quasi tutti nel mondo sapevano che l'Iraq era una polveriera che sarebbe esplosa dopo Saddam.

    Come sapevamo che il terrorismo ne sarebbe cresciuto anzichè diminuire.




    Chi aveva ragione?


    |

    Il potenziale creativo della frustrazione.

    Kurt Kobain a dieci anni dalla morte.

    Oggi faccio una cosa strana: provo a scrivere di musica.

    Mi ha colpito il fatto che i maggiori quotidiani europei (il che esclude quindi quasi tutti gli italiani) abbiano dedicato molto spazio all’anniversario del suicidio del cantante e anima dei Nirvana.
    Fatto ancora più paradossale dal momento che quasi nessuno di questi articoli sembra attribuire un particolare valore artistico all’opera di Kobain:
    "L'influenza postuma dei Nirvana deriva soprattutto dalla distorta mitizzazione della tragica rockstar promossa da Mtv, più che da qualunque cosa che abbiano inciso"(Baltimore Sun)
    Siete d’accordo? Io no, visto che i Nirvana mi piacevano e piacciono; ma rimane il problema, perché ne scrivono?
    Forse perché viviamo nell’epoca del pensiero unico, dell’estetica unica, per cui proprio mentre per la prima volta nella storia abbiamo accesso a tutte le culture e le produzioni artistiche del mondo allo steso tempo ci confrontiamo con la riduzione dell’arte ad articolo di consumo, per cui gran parte di ciò che ci viene proposto, non solo in campo musicale, tende a non uscire da certi schemi molto ristretti ( so che i “tecnici”della musica vedono generi e correnti, non lo contesto, mi riferisco a un livello diverso).
    I Nirvana, secondo me uscivano un po’ da questo schema, mostrando una certa originalità all’interno di uno schema di grande successo commerciale e, leggo, anche ispirandosi a modelli piuttosto vecchi ( cfr “Q” numero di Aprile, ho potuto leggere un riassunto dello speciale sull’anniversario).

    Questo mi ha fatto pensare di usare come titolo la frase che vedete in cima a questo articolo e che ho preso da “Le Monde”.

    In fondo mi pare che renda bene il senso dell’uomo Kobain e della sua generazione (la mia, nonostante sia di qualche anni più giovane) fra grandi prospettive e incapacità di realizzarle, fra opportunità e scoramento, vivere negli anni del consumismo-religione ci ha portati pericolosamente vicini a una cultura della frustrazione che, per quanto sgradevole, ha il pregio di tutte le culture: nelle sue pieghe produce messaggi e opere imprevedibili, sacrifica i più consapevoli ( o i più sfortunati) ma lascia dietro di loro le tracce dell’arte e della vita.

    Perché, lo sappiamo almeno dai tempi di Leopardi, chi soffre di più di solito è proprio chi ama di più la vita.

    Il successo e la realizzazione personale di Kobain “non ne fugarono ansie e timori. Che solo le fredde canne ben sistemate di un fucile da caccia seppero cancellare. Per l’eternità. Lasciandoci inconsolabili orfani di un giovane che, attraverso le sue ferite irrimarginabili, aveva visto le nostre. E drammaticamente cantato il putrescente mondo odierno[…]Paolo Zaccagnini, il messaggero.

    C’è n’è abbastanza per colpirci e farci sentire questa vicenda come un monito.
    Io, comunque, i Nirvana continuo ad ascoltarli, il mondo prima o poi ricomincerà a cambiare, se poi questa società riesce comunque a regalarci qualcosa di bello, almeno ci darà un po’ più di coraggio mentre aspettiamo l’alba.

    Sabba.




    martedì, aprile 06, 2004

    Lezioni inutili-senza via d'uscita

    Trascrivo alcune brevi considerazioni, da due diversi periodici, la mia fonte è il settimanale "internazionale", di cui segnalo il sito web, l'edione completa però la trovate solo in edicola, ogni giovedì o venerdì a tre euro ( per i soci ARCI sconti negli abbonamenti).

    "Con l'11settembre , il terrore è tornato a casa, in America. E come risposta George W. Bush e il suo circolo di amici hanno riportato il mondo nella vecchia trappola del Noi contro Loro".
    "Ce ne stiamo timorosi e guardinghi ai cancelli, in attesa dei barbari. E non capiamo che l'uinico male che può distruggerci è quello che viene da noi. Non abbiamo imparato niente, proprio niente".


    Pubblicato da "adbuster", Canada, numero di Marzo/Aprile 2004.

    " Si pretende che il pentagono si svegli una mattina e si chieda come mai si trova con 150mila uomini in un paese che è la seconda riserva petrolifera del mondo".
    "In realtà non c'è una strategia di uscita. A meno che non siano costretti dalla resistenza irachena o da una crisi interna, gli USA resteranno in Iraq finchè non otterranno ciò che vogliono: il petrolio, un regime amico e stabile a Baghdad e la possibilità di usare l'Iraq come un trampolino di lancio per consolidare la presenza amricana in medio oriente".


    Pubblicato da "Green left weeckly" 17 Marzo 2004.

    L'internazionale è sempre interessante e, considerato che secondo l'ONU il nostro paese è al 57esimo posto nel mondo per disponibilità e libertà di informazione ( in Europa peggio di noi solo la Bielorussia, in compenso ci batte il Benin, in Africa) cercare notizie altrove è poco meno di un dovere.
    Sabba.

    lunedì, aprile 05, 2004

    R[a]iot

    Ieri sera in un teatro praticamente esaurito il pubblico di Varese, seconda città in Italia, ha potuto
    assstere al nuovo spettacolo di Sabina Guzzanti.
    L’iniziativa è stata promossa dall’ARCI provinciale che ha rischiato un grande investimento che però si è rivelato ampiamente giustificato visto il grande interesse e partecipazione.
    I varesini non sono solo andati a teatro ma hanno compito un atto di informazione e mobilitazione politica, hanno dato un segnale di attenzione e di coraggio democratico in una città ormai da troppo tempo schiacciata sotto il tallone di autorità locali quasi sempre sorde ai problemi della democrazia partecipata e del pluralismo dell’informazione.

    Potrei raccontarvi che lo spettacolo è stato affascinante ed esilarante, non direi che la verità,
    ma è stato soprattutto sconcertante; la Guzzanti traccia infatti un ritratto avvilente e del tutto autentico di un paese drammaticamente alla deriva, forse senza speranze.

    Ritmando e cambiando le parole dei più noti canti popolari, socialisti e resistenziali la satira graffiante della Guzzanti diviene cronaca e testimonianza storica di un paese strangolato dal
    Bonapartismo del suo premier, la concentrazione dei media in poche mani (quelle del premier ma non solo), la pochezza ed evanescenza della sua classe intellettuale (“negli anni ’70 in italia vivevano,scrivevano Pasolini, Vittorini, Calvino, Flaiano… ora chi è rimasto? Alberoni”), l’inconsistenza di un’opposizione strangolata dalla sua ansia di moderazione.

    Insomma, ci si diverte ma si esce con l’amaro in bocca.

    Diceva J. F. Kennedy: “non domandarti cosa può fare il tuo paese per te, domandati cosa puoi fare TU per il tuo paese”.

    Cosa possiamo fare noi per questo paese in agonia, come possiamo rendere giustizia al sacrificio di
    Chi ha dato la vita per darci la democrazia 59 anni fa?

    Ragionare, parlare, scrivere, rompere il conformismo, dare spazio alle idee, dare voce alle nostre coscienze, smettere di farci fornire idee preconcette da giornali e telegiornali, da libri che non sono letteratura e film che non sono cinema.
    Selezionare ciò che ci viene proposto, trasformare il canale della comunicazione in una strada a due sensi…
    Muoversi nella società e essere cittadini in ogni giorno della nostra vita.
    Un uomo di buona volontà può agire eticamente, oggi, solo con un obiettivo in testa:
    Cambiare il mondo, ne più ne meno.
    E non una volta ogni tanto ma ogni giorno e in ogni azione.

    Grazie a Sabina, grazie all’ARCI per quel che ci offrono.
    Condoglianze a chi crede di vivere in un paese libero e sereno, il giorno del risveglio per questi ultimi potrebbe non essere imminente ma sarà certo durissimo.

    Sabba.


    |

    sabato, aprile 03, 2004

    Biblioteche da chiudere?

    Sapevate che l'Unione Europea vieta il prestito gratuito di libri?
    Non solo, ma ha anche aperto una procedura di messa in mora verso quei paesi che non hanno ancora provveduto a conformarsi...

    In pratica una direttiva di qualche tempo fa, sostenuta ovviamente dalle solite lobby del diritto d'autore( le stesse che pochi anni fa ottennero di prolungarne la durata a 70 anni dall'ultima revisione di un'opera, quindi praticamente in eterno.. ), vieta di prestare opere coperte da copyright, a meno che la persona che ottiene il prestito non corrisponda una quota a pagamento dei diritti.

    Sia ben chiaro che la lobby non è costituita da volenterosi e geniali scrittori ma dalle solite multinazionali della produzione culturale: grandi editori, produttori di cinema e TV, distributori e catene di negozi multimedia.

    In pratica, a norma in vigore, voi andrete alla vostra biblioteca civica o comunale e, per ogni libro prelevato, pagherete una quota di diritti d'autore proporzionale al prezzo di copertina... già mi immagino la gara a ricercare le edizioni tascabili degli anni sessanta.
    Senza contare che, per i libri d'arte si parlerebbe di cifre nonesattamente simboliche, anche considerando che l'imposizione si applicherebbe anche ai testi consultati in loco.

    Ma c'è di peggio; credete forse che questo esborso andrebbe a favore della cultura e della produzione letteraria?
    In qualche caso si, ma ricordatevi che paghereste anche i diritti su libri di autori deceduti da lungo tempo col risultato di garantire rendite ad eredi e successori che, magari, non hanno nemmeno conosciuto nonno Pirandello o Joice.

    Importante dire che di questo danaro non un centesimo andrebbe alle biblioteche.

    Il sindaco di modena, nel promuovere la petizione on line che segnalo in questa pagina fa un'osservazione pertinente:

    Le biblioteche non si limitano a mettere libri a disposizione ( attività comunque socialmente importante visto che consente di accedere alla lettura a molti che avrebbero difficoltà a permetterselo visto il costo dei libri, specialmente se grandi lettori..)ma catalogano, promuovono, fanno statistiche, tutte attività utili rese possibili dall'attuale meccanismo di prestito, interamente a carico degli enti bibliotecari, non retribuite ma importanti.

    Nelle prossime settiamane organizzerò una petizione scritta al parlamento europeo e quello italiano, intanto visitate i link più sotto e firmate la petizione on line.

    Sabba.
    Scrivimi subito!



    Franco Fortini

    in biblioteca
    “Nella grande sala
    Secondo Impero della
    Bibliothéque Nationale,
    l'incanto della cerimonia
    di attesa del turno,
    tenendo in mano il
    tesserino plastificato, la
    discesa ai cataloghi, il
    paralume... Niente, non
    era stata altro che una
    vecchia musica di
    nostalgia e
    consolazione: ritrovarmi
    come quando ero poco
    più che ragazzo fra i
    legni scuri e i plutei
    delle biblioteche di
    Firenze”.
    Fonte: FRANCO FORTINI,
    leggere e scrivere
    Il testo viene riprodotto per i servizi di biblioteca e senza scopo di lucro

    Alberto Arbasino

    "S'apriva per noi ogni
    sabato un favoloso porto
    inesauribile alla
    biblioteca, dove dalle
    cinque alle sette
    potevamo col naso nelle
    rubriche addentrarci per
    spazi e panorami
    vertiginosi a soddisfare
    le nostre concupiscenze
    entro i limiti di due
    volumi alla settimana:
    limite più tardi
    soppresso per le
    insistenze di tutti, e da
    allora fu normale
    vederci piazzare nel
    portapacchi della
    bicicletta su cui
    ripartivamo i sette libri
    sufficienti per tirare
    avanti fino all'altro
    sabato”.
    Fonte: ALBERTO ARBASINO,
    Le piccole vacanze
    Il testo viene riprodotto per i servizi di biblioteca e senza scopo di lucro

    John Fante

    in biblioteca“Andavo in biblioteca.
    Sfogliavo le riviste,
    guardavo le figure. Un
    giorno mi avvicinai agli
    scaffali dei libri e ne
    tirai fuori uno. Era
    Winesburg, Ohio. Mi
    sedetti a un lungo tavolo
    di mogano e cominciai a
    leggere. All’improvviso
    il mio mondo si
    capovolse. Il cielo
    precipitò. Il libro mi
    inchiodava. Mi vennero
    le lacrime agli occhi. Il
    cuore mi batteva forte.
    Lessi fino a quando mi
    bruciarono gli occhi. Mi
    portai il libro a casa.
    Lessi un altro Anderson.
    Leggevo e leggevo, ed
    ero affranto e solo e
    innamorato di un libro,
    di molti libri…”
    Fonte: JOHN FANTE, Sogni di
    Bunker Hill
    Il testo viene riprodotto per i servizi di biblioteca e senza scopo di lucro

    Heinrich Böll

    in biblioteca
    "Come scrittore vorrei
    dire che, in una
    biblioteca, un libro è
    come se fosse
    pubblicato una seconda
    volta. Viene tolto dal
    mercato, offerto al
    pubblico, messo a sua
    disposizione".
    Fonte: HEINRICH BÖLL,
    I cittadini che leggono non sono i
    più obbedienti
    Il testo viene riprodotto per i servizi di biblioteca e senza scopo di lucro

    Carmen Martín Gaite

    in biblioteca
    "Mi è sempre piaciuto
    leggere e scrivere nelle
    biblioteche pubbliche, e
    qualche volta vengo
    ancora a rifugiarmi in
    questo vecchio locale
    che amo tanto, anche se
    ormai non conosco più
    nessuno di quelli che
    vengono qui”.
    Fonte: CARMEN MARTÍN GAITE,
    Nuvolosità variabile
    Il testo viene riprodotto per i servizi di biblioteca e senza scopo di lucro

    Isaak Babel’

    “E' scesa la sera. La sala
    è immersa nella
    penombra. Ai tavoli si
    stagliano figure
    immobili: sembra
    un'adunata di
    stanchezza, di curiosità,
    di ambizione...
    Fuori delle ampie
    finestre turbina morbida
    la neve. Lì vicino, sulla
    prospettiva Nevskij,
    ferve la vita. Lontano,
    sui Carpazi, scorre il
    sangue. C'est la vie."
    Fonte: ISAAK BABEL’, L’armata a
    cavallo e altri racconti
    Il testo viene riprodotto per i servizi di biblioteca e senza scopo di lucro

    Rainer Maria Rilke

    "Siedo e leggo un poeta.
    Nella sala c'è molta
    gente, ma non si
    avverte. Sono nei libri.
    A volte si muovono tra
    le pagine, come persone
    che dormono e si
    rigirano tra due sogni. È
    bello stare in mezzo a
    uomini che leggono.
    Perché non sono sempre
    così?”
    Fonte: RAINER MARIA RILKE,
    Quaderni di Malte Laurids Brigge.
    Autoritratto del poeta giovane
    Il testo viene riprodotto per i servizi di biblioteca e senza scopo di lucro

    Walter Benjamin

    in biblioteca

    “Forse, fra il 1933 e il
    1940, negli anni
    dell'esilio tra Parigi,
    Ibiza, San Remo e
    Skovsbostrand, l'unico
    luogo in cui Walter
    Benjamin si trovò
    davvero a suo agio, in
    cui si sentì di casa, fu "il
    suo posto" alla
    Biblioteca Nazionale di
    Parigi. […] In
    quell'edificio c'erano i
    soli territori attraverso i
    quali Benjamin poteva
    muoversi col passo
    sicuro del consumato
    esploratore. Lì dentro
    avanzava spedito, senza
    indecisioni, quasi
    sospinto dal "lento
    venticello della
    curiosità".
    Fonte: BRUNO ARPAIA, L’angelo
    della storia
    Il testo viene riprodotto per i servizi di biblioteca e senza scopo di lucro

    MANIFESTO IN DIFESA DEL PRESTITO GRATUITO IN BIBLIOTECA

    Il 16 gennaio la Commissione europea ha avviato un procedimento di infrazione contro Italia, Francia, Spagna, Portogallo, Lussemburgo e Irlanda affinché siano modificate le legislazioni di questi paesi che prevedono la gratuità del prestito pubblico effettuato da biblioteche e altri enti pubblici.

    Dinanzi alla conseguente eventuale introduzione anche in Italia di norme per cui siano percepiti diritti economici dai prestiti di libri effettuati nelle biblioteche pubbliche, noi sottoscritti firmatari vogliamo esprimere la nostra più energica opposizione a una misura che snaturerebbe un presidio fondamentale della libera circolazione della conoscenza e ricadrebbe di per sé e inevitabilmente sui già esigui bilanci delle biblioteche (già stremati dai tagli alla spesa pubblica in cultura) che lo garantiscono.


    Che gli autori, per il fatto che i loro libri si possono leggere gratuitamente nelle biblioteche, perdano acquirenti, è una pura bugia. E' vero il contrario: le biblioteche fanno conoscere i loro libri, li promuovono e permettono che rimangano in circolazione per anni, quando nelle librerie - nel migliore dei casi - durano soltanto alcuni mesi. Ed è proprio questo che permette di mantenere viva la presenza di molti autori che altrimenti scomparirebbero dal panorama letterario quasi completa- mente!

    D'altra parte, le biblioteche, tanto con la loro attività principale quanto con le loro molte attività secondarie (organizzazione e seguito di gruppi di lettura, seminari, presentazioni, conferenze, mostre, incontri con autori, ecc.), favoriscono e sostengono l'amore per la lettura più di qualsiasi altra istituzione pubblica o privata, e tutto ciò va direttamente a vantaggio degli autori.

    Quando una biblioteca compera un libro, non soltanto corrisponde i relativi diritti d'autore, ma in aggiunta investe spazio, tempo e risorse nel catalogare, accudire al prestito e alla vita del libro, trasformandosi in questo modo nel migliore alleato di autori ed editori. Imporre ora alle biblioteche di pagare una tariffa per prestare i libri – cioè a dire per rendere un servizio pubblico di prim'ordine – è, più che un'assurdità, un'indecenza.

    (Questo testo segue nello spirito e nella lettera quello dei bibliotecari spagnoli che per primi si sono mobilitati sullo stesso tema costituendo un comitato indipendente)

    FIRMATARI

    Gruppo Bibl'aria
    Sabba
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    Diritto d'autore: aperti nei confronti di sei Stati membri procedimenti per infrazione riguardanti il diritto di prestito pubblico

    Eccovi il documento ufficiale con cui l'UE procede contro il prestito gratuito di libri


    Diritto d'autore: aperti nei confronti di sei Stati membri procedimenti per infrazione riguardanti il diritto di prestito pubblico e di locazione commerciale


    Bruxelles, 16 gennaio 2004
    Diritto d'autore: aperti nei confronti di sei Stati membri procedimenti per infrazione riguardanti il diritto di prestito pubblico e di locazione commerciale
    La Commissione europea ha deciso di chiedere formalmente informazioni a Spagna, Francia, Italia, Irlanda, Lussemburgo e Portogallo circa la loro applicazione a livello nazionale del diritto di prestito pubblico, quale armonizzato dalla direttiva 92/100 sul diritto di locazione, il diritto di prestito e taluni diritti connessi al diritto d'autore. Secondo le informazioni di cui dispone la Commissione, gli Stati membri interessati non hanno recepito o hanno recepito in modo non corretto nel diritto nazionale taluni articoli di questa direttiva. L'applicazione da parte degli Stati membri del diritto di prestito pubblico armonizzato dalla direttiva 92/100, che avrebbe dovuto essere recepita entro il 1° luglio 1994 (IP/02/1303), è stata oggetto di un'analisi approfondita da parte della Commissione nel settembre 2002. La Commissione invia queste richieste d'informazione tramite "lettere di costituzione in mora", prima tappa del procedimento previsto dall'articolo 126 del trattato CE. Un altro procedimento per infrazione è aperto nei riguardi del Portogallo per quel che riguarda il modo in cui questo paese ha recepito nella legislazione nazionale il diritto di noleggio commerciale di cui sono titolari i produttori di film in forza dell'articolo 2 della direttiva 92/100.
    A norma della direttiva 92/100 (articoli 1-5), gli autori e altri titolari del diritto godono di un diritto di prestito esclusivo e hanno la facoltà di autorizzare o vietare il prestito pubblico delle loro opere o di altri oggetti protetti. Gli Stati membri possono tuttavia derogare a queste disposizioni e trasformare il diritto di prestito esclusivo in semplice diritto ad un'equa remunerazione, che sono tenuti a pagare almeno agli autori. Essi possono anche esonerare talune categorie di istituzioni dal pagamento di tale remunerazione.
    In una relazione pubblicata nel settembre 2002 (v. IP/02/1303), la Commissione ha constatato che il diritto di prestito pubblico non è applicato in modo omogeneo nell'Unione europea. In particolare, alcuni Stati membri non hanno ancora recepito correttamente la direttiva, otto anni dopo il termine stabilito.
    Per porre termine alle disfunzioni che risultano per il mercato interno e al danno subìto dai titolari di diritti in tutta l'Unione europea, la Commissione ha deciso di mettere in mora la Spagna, l'Italia, l'Irlanda e il Portogallo: le loro legislazioni, che esonerano tutte le istituzione di prestito dall'obbligo di remunerare i titolari di diritti, hanno come conseguenza il fatto che in questi Stati il diritto di prestito pubblico non è applicato.
    Lo stesso vale per il Lussemburgo, che non ha ancora recepito il diritto di prestito pubblico, e per la Francia, che ha recentemente emanato una legge sul diritto di prestito pubblico (luglio 2003), ma non ha ancora messo in vigore i relativi decreti d'applicazione, nonostante le autorità francesi si siano impegnate a farlo entro la fine del 2003.
    La Commissione, nella sua veste di custode dei trattati, è intenzionata a far applicare correttamente da tutti gli Stati membri il diritto di prestito pubblico. Per questo motivo ha dato seguito ad una denuncia contro il Belgio, che ha portato il 16 ottobre scorso alla condanna di questo Stato da parte della Corte di giustizia (causa C-433/02).
    Diritto di noleggio commerciale
    Per quanto riguarda il diritto di noleggio a fini commerciali, la Commissione ha deciso di aprire un distinto procedimento per infrazione nei confronti del Portogallo, che aggiunge, all'elenco dei titolari di diritto figurante nella direttiva, i produttori di video. La Commissione è del parere che, introducendo un nuovo titolare di diritto diverso dal "produttore della prima fissazione" delle pellicole esplicitamente previsto dall'articolo 2 della direttiva, la legge portoghese introduce un elemento di possibile disfunzione rispetto all'obiettivo di armonizzazione perseguito dalla direttiva.
    Informazioni generali recenti sulle infrazioni di tutti gli Stati membri sono disponibili all'indirizzo seguente:
    http://europa.eu.int/comm/secretariat_general/sgb/droit_com/index_en.htm