Sabbanotizie

Con l'aiuto di we can tell,controinformazioni e controcommenti su tutto quello che passa sotto il mio naso o sotto quello di chi scrive. A cura, si fa per dire, di Sabba Coadiuvato da Multatuli . pagina letterariaAcquelibere pagina su cantelloViviamcocantello

martedì, giugno 08, 2004

Enrico, morto per la Libertà

Il 7 giugno 1984, sul palco di un comizio in Piazza della Frutta a Padova, Enrico Berlinguer veniva colto dall’emorragia celebrale che, da lì a tre giorni, lo avrebbe ucciso.

Avevo 10 anni allora e ho solo un vago ricordo delle ore convulse in cui l’intera nazione si commoveva per questa perdita, si commoveva al punto da consentire, per la prima volta, il sorpasso del PCI sulla DC alle europee.

Berlinguer è stato l’ultimo vero leader carismatico della politica italiana, l’uomo che stava rendendo possibile l’accesso della sinistra al governo del paese, che voleva portare il PCI nell’internazionale socialista ( con l’appoggio di quasi tutti i ps europei ma con il veto del PSI di Craxi che riuscì a ritardare l’adesione fino al 1992).

La storia non si fa con i se e con i ma, tuttavia non sarebbe azzardato supporre che , se la malattia non ci avesse privato di Enrico, la nostra storia sarebbe stata diversa.

L’eurocomunismo, la rottura con l’URSS, le convergenze parallele, il tentativo di fare un mondo nuovo senza innescare reazioni di tipo cileno.

Contro di lui, paradossalmente, soprattutto chi avrebbe dovuto apprezzarne la svolta: il PSI di Craxi che organizzò una contestazione vigliacca e premeditata, azionando la claque durante l’intervento di Berlinguer al congresso socialista solo pochi giorni prima della fatale sera del 7 giugno.

Nulla a che vedere con i veri socialisti come Pertini che vegliò l’uomo che considerava come un figlio per tutta la sua permanenza in ospedale, rappresentando come presidente della Repubblica il sentimento degli italiani.

Venti anni dopo anche il piccolo Craxi è morto come un ladro nel bel mezzo di quel deserto che simboleggia benissimo la fertilità della sua politica, circondato da decine di guardie armate in un’oasi di lusso creata con i soldi dei contribuenti.

Enrico se n’era andato parlando di ciò in cui credeva, circondato da una nazione in lutto, che differenza! Eppure oggi sembrano prevalere gli emuli dell’uomo di Hammamet piuttosto che gli eredi di Berlinguer.. forse dobbiamo accettare che leader come lui non nascono ogni giorno però sarebbe bello vedere qualcuno in più a cercare di fare rivivere quell’esempio.

Sabba.

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Acquelibere-"Parola di Enrico Berlinguer"

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